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RESEARCH & BRIEFINGS

Occhio ai malware che chiedono il riscatto

 


Durante tutto il 2015 è cresciuta la diffusione dei ransomware, programmi maligni (malware) che bloccano l’utilizzo di dati e documenti con conseguente richiesta di riscatto (generalmente nell’ordine delle centinaia di dollari). Che si tratti di malware che bloccano l’accesso al dispositivo, o di malware che, a differenza dei precedenti, criptano i soli documenti – uno tra questi è cryptolocker - il vero obiettivo dell’hacker è ottenere soldi e talvolta il riscatto viene chiesto attraverso sistemi di comunicazione non tracciabili.
 
Vittime di tali attacchi non sono solo i singoli, che al contrario possono prendere di mira anche specifiche organizzazioni. il malware viene spesso inviato mediante email con allegati che traggono in inganno il destinatario, ma recentemente  alcuni  criminali sono riusciti a includerlo in banner pubblicitari su siti di informazioni del Regno Unito con l’obiettivo di infettare migliaia di utenti.
 
Questa particolare forma di malware è cresciuta di molto anche grazie al moltiplicarsi di gruppi criminali che affittano servizi completi di ransomware a chi decide di gestire in proprio le campagne di estorsione informatica.
 
Diverse agenzie e aziende di sicurezza si sono alleate per fare fronte comune ed è stata lanciata un’operazione su scala internazionale, di cui fa parte anche l'FBI, che ha recuperato milioni di chiavi di cifratura. Quindi nel caso si venga colpiti, non bisogna cedere al riscatto, senza dimenticare che una regolare azione di back-up preventiva dei dati – quindi prima che il PC sia stato infettato - aiuta a far fronte a queste forme di attacchi. In questi casi è sempre meglio rivolgersi a degli esperti. Non da ultimo perché esistono polizze assicurative sui rischi cyber che permettono di coprire sia le spese dei tecnici chiamati a risolvere la situazione sia le spese di sostituzione dei server compromessi.