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RESEARCH & BRIEFINGS

Le cadute accidentali si confermano gli eventi più frequenti, mentre gli errori da parto, pur se in calo, si confermano i più rilevanti in termini economici

Report MedMal Italia: un sinistro su tre riguarda le attività chirurgiche

 


Rispetto alla precedente edizione, il tasso di rischio si conferma stabile: 6,5 sinistri ogni 100 medici, 2,8 ogni 100 infermieri e 1,3 ogni 1000 ricoveri, per valori assicurativi che si attestano sui 5.659 euro per medico, 2.434 euro per infermiere e 113 euro per ricovero.


Il costo dei sinistri e i tempi di denuncia

Se da un lato la frequenza dei sinistri è in costante aumento, non subisce invece particolari variazioni il costo medio liquidato per sinistro che si attesta sui 68.000 euro, in linea con i 71.000 euro indicati nella precedente edizione.

Per quanto riguarda i tempi di denuncia, più della metà degli eventi accaduti vengono denunciati entro un anno; la soglia dell’80% viene oltrepassata entro i 4 anni, anche se con notevoli differenze a seconda della tipologia. Meno tempestiva la denuncia in caso di infezione: : solo 11 eventi su 100 vengono notificati entro 6 mesi, e non si supera la quota del 70% prima di 5-6 anni. Gli errori collegati a procedure invasive hanno invece una denuncia celere (6 su 10 vengono denunciati entro un anno), così come gli errori diagnostici (45,5% entro 12 mesi).


Tipologia di sinistri e specialità più colpite

Ancora una volta il sinistro più frequente è quello collegato all’attività chirurgica (pari al 34,9% del totale), seguito dagli errori diagnostici (18,5%), dalle cadute accidentali (10,3%) e dagli errori terapeutici (9,4%). Gli errori da parto si attestano al 3,9%, subito dopo procedure invasive come esami endoscopici, biopsie di organi interni, amniocentesi etc. (4,4%). Pur riducendosi in frequenza, gli errori da parto si confermano inoltre tra i più rilevanti dal punto di vista economico, con una media di 406.000 euro, pari al 592,5% del liquidato medio.

Considerando solo i cosiddetti top claim (sinistri con un costo uguale o superiore a 500.000 euro) conquistano il primo posto gli errori chirurgici (23,2%), seguiti dagli errori da parto (21%), dagli errori diagnostici (20%), da quelli terapeutici (13,4%) e dalle infezioni (6,3%).

Analogamente a quanto indicato nella scorsa edizione del report, l’unità operativa che subisce la maggiore frequenza di richieste di risarcimento danni è Ortopedia e Traumatologia (14,9%). Alcune differenze si registrano invece nelle posizioni successive: al secondo posto si colloca Ostetricia e Ginecologia (11,4%) – quarta in classifica nel 2017 – seguita da Chirurgia Generale (11,3%), DEA/Pronto Soccorso (9,5%) e parti comuni dell’azienda sanitaria (7,2%). Considerati complessivamente, questi sinistri rappresentano più del 50% del totale.

Da un esame di tutte le tipologie di eventi all’interno delle Unità Operative, emerge inoltre come l’errore chirurgico continui a prevalere in Ortopedia e Traumatologia, Chirurgia generale e Ostetricia e Ginecologia, mentre in DEA/Pronto Soccorso gli errori più frequenti sono quelli diagnostici (65%). È invece interessante notare come nelle parti comuni gli eventi più frequenti siano le cadute accidentali (72%), che pure costituiscono una buona percentuale anche in Pronto Soccorso.