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Che cos'è il global risk management?

In un'epoca contrassegnata da tensioni geopolitiche, minacce climatiche, e rivoluzioni tecnologiche, saper anticipare e gestire i rischi oltre i confini nazionali è fondamentale. Per i team di risk management che operano in contesti multinazionali, la gestione globale dei rischi è un imperativo strategico che supporta la resilienza aziendale, la fiducia degli stakeholder e la crescita a lungo termine.

Che cos’e il global risk management

Il global risk management è il processo attraverso il quale le aziende identificano, valutano, classificano e mitigano le potenziali minacce e incertezze che incidono sull’attività e gli obiettivi su scala internazionale. Comprende la protezione degli asset, la gestione della compliance normativa, e il mantenimento dell’operatività aziendale in diversi contesti economici, politici, tecnologici e culturali.

A differenza del risk management a livello locale, che generalmente opera in un contesto normativo ed economico relativamente prevedibile, il risk management globale deve misurarsi con le molteplici complessità di giurisdizioni, valute, dinamiche geopolitiche e impianti giuridici diversi. Richiede pertanto un approccio strategico e lungimirante per affrontare cambiamenti geopolitici, dinamiche economiche, volatilità valutaria, modifiche normative, cambiamenti sociali ecc.

Il global risk management risponde a quattro domande fondamentali:

  • Quali imprevisti potrebbero verificarsi?
  • Quante probabilità ci sono che si verifichino?
  • Che impatto potrebbero avere?
  • Come possiamo intervenire?

Perché il global risk management è importante?

Operare in più paesi espone le imprese a una varietà di minacce: instabilità politica, fluttuazioni valutarie, cambiamenti normativi, disastri naturali, interruzioni della supply chain. Per identificare e gestire questi rischi, è fondamentale adottare un approccio strutturato che metta al riparo l’azienda da eventi catastrofici che possono manifestarsi senza preavviso, come perdite finanziarie, interruzioni dell’attività o danni reputazionali.

Il global risk management crea un quadro che consente di prevedere le vulnerabilità prima che sfocino in una crisi. Inoltre rafforza la fiducia degli investitori, migliora la compliance normativa nelle diverse giurisdizioni e supporta la crescita sostenibile a lungo termine. In un mondo sempre più interconnesso, un singolo evento che comporta un rischio non gestito in un paese può ripercuotersi rapidamente sull'attività globale.

5 tipi di rischi globali

In linea generale, esistono cinque categorie interconnesse di rischi globali. Comprendere a fondo ciascuna di esse è essenziale per costruire una visione complessiva dei rischi e una strategia globale di risk management.

I rischi economici comprendono le minacce dovute a instabilità finanziaria, volatilità dei mercati, interruzioni delle catene logistiche, crisi macroeconomiche, quindi anche fluttuazioni valutarie, inflazione, crisi del debito sovrano, shock dei prezzi delle materie prime, fallimenti di istituzioni finanziarie. Per le multinazionali, il rischio economico può determinare un’erosione dei margini di profitto, limitare l’accesso al capitale e causare un calo della domanda. La crisi finanziaria globale del 2008 e le recenti pressioni inflazionistiche nelle economie occidentali ricordano con quale rapidità possano mutare le condizioni economiche e quali danni significativi ne possano conseguire.

I rischi politici derivano da azioni governative, instabilità o cambiamenti politici che influiscono negativamente sull’attività aziendale, per esempio cambiamenti normativi, nazionalizzazione dei beni, sanzioni commerciali, dazi, espropriazioni, disordini civili e conflitti. Le aziende che operano nei mercati emergenti o in aree soggette a tensioni geopolitiche sono generalmente più esposte. L'escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, la frammentazione normativa seguita alla Brexit e l'instabilità in alcune aree dell'Africa subsahariana e del Medio Oriente illustrano come il contesto politico possa alterare radicalmente il panorama dei rischi per le multinazionali dall’oggi al domani.

I rischi ambientali riguardano gli impatti fisici sulle attività  e i beni aziendali e il degrado degli ecosistemi dovuti al cambiamento climatico, le catastrofi naturali, l'inquinamento e altre cause, compresi eventi meteorologici estremi quali inondazioni, incendi boschivi, uragani, siccità e rischi a lungo termine come l'innalzamento del livello dei mari e la scarsità di risorse. Il rischio ambientale è entrato a pieno titolo nel novero delle preoccupazioni globali e i team di risk management sono sempre più sollecitati ad analizzare e valutare con attenzione le esposizioni legate al clima. La crescente frequenza e gravità delle catastrofi naturali mette a dura prova i limiti dei tradizionali meccanismi di trasferimento del rischio.

I rischi sociali derivano da cambiamenti demografici, disuguaglianze sociali, emergenze sanitarie, flussi migratori, erosione della coesione sociale. Le pandemie, come dimostrato dal Covid 19, rappresentano forse la forma più acuta di rischio sociale, poiché possono alterare contemporaneamente l’attività economica, le catene logistiche, i mercati del lavoro e il comportamento dei consumatori su scala globale. Tra i rischi sociali rientrano anche la penuria di manodopera e di professionalità, l'aumento delle disuguaglianze che può portare a disordini sociali e l'influenza crescente dei movimenti attivisti sulla reputazione dei marchi e la governance aziendale.

I rischi tecnologici hanno acquisito una rilevanza esponenziale con la crescente diffusione del digitale nelle aziende. Questi rischi includono attacchi informatici, violazioni dei dati, guasti alle infrastrutture critiche, bias algoritmici ma anche gli effetti dirompenti delle nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale e l'automazione. Un singolo attacco ransomware può paralizzare l’attività in più giurisdizioni, mentre vulnerabilità sistemiche nell'infrastruttura cloud possono esporre le aziende a perdite correlate su larga scala. Il rischio tecnologico è ormai un tema inserito nell’ordine del giorno dei consigli di amministrazione e richiede competenze dedicate all'interno della funzione di risk management.

Come sviluppare una strategia di risk management globale

Una strategia di risk management globale prevede processi strutturati, la collaborazione trasversale tra le funzioni e un adattamento continuo. Per i team di risk management che gestiscono esposizioni aziendali globali, è utile adottare un framework articolato in diversi step.

  1. Stabilire un framework di risk governance. Occorre innanzitutto definire le responsabilità. Oltre a individuare l’owner della funzione di global risk management, sia nel consiglio di amministrazione che nel management, è necessario istituire un comitato rischi rappresentativo a livello geografico e delle diverse business unit.
  2. Effettuare una valutazione completa dei rischi. Mappare tutte le esposizioni globali attraverso le cinque categorie di rischio sopra descritte utilizzando sia strumenti quantitativi (modellazione probabilistica, analisi di scenario, calcolo del VaR) sia metodi qualitativi come interviste con esperti, registri dei rischi, servizi di intelligence politica. Il risk assessment deve essere condotto in maniera specifica per ogni giurisdizione, in modo da tenere conto delle differenze normative, culturali e operative locali.
  3. Classificare i rischi mediante una matrice dei rischi. Non tutti i rischi richiedono la stessa risposta. I rischi individuati devono essere classificati in ordine di priorità in base alla probabilità e al potenziale impatto. Questo permetterà di concentrare le risorse sulle minacce ad alta probabilità e alto impatto, monitorando allo stesso tempo i rischi a bassa probabilità e basso impatto tramite un sistema automatico di early warning. In un ambiente globale di rischio che non è statico, la priorizzazione dinamica dei rischi è essenziale.
  4. Elaborare e implementare strategie di mitigation. Per ogni rischio identificato come prioritario, occorre elaborare misure mirate di risk mitigation: avoidance (uscire dai mercati ad alto rischio), contenimento (potenziare l'infrastruttura di cybersecurity), trasferimento (strutturazione di piani assicurativi e riassicurativi adeguati), retention (mantenimento di accordi captive o di self-insured retention). Un’attività efficace di risk mitigation si basa spesso su una combinazione di controlli operativi, tutele contrattuali e strumenti finanziari.
  5. Garantire la compliance normativa. Operare in giurisdizioni diverse richiede una rigorosa gestione della compliance normativa. È utile istituire una funzione di vigilanza normativa per monitorare i cambiamenti legislativi, gli obblighi fiscali, le leggi sulla protezione dei dati (come il GDPR), i regimi sanzionatori e i requisiti assicurativi locali. La mancata conformità alle normative è di per sé un rischio materiale, che può comportare sanzioni pecuniarie significative e danni reputazionali.
  6. Utilizzare la tecnologia e analisi dei dati. Le strategie moderne di global risk management sono sempre più basate sulla tecnologia. I sistemi informativi di risk management (RMIS), l'analisi geospaziale, il monitoraggio delle minacce tramite l'AI e i tool di visibilità in tempo reale della supply chain (come Sentrisk di Marsh) permettono ai team di risk management di individuare tempestivamente e con più precisione le minacce emergenti. Investire in infrastrutture tecnologiche efficaci è un fattore essenziale di differenziazione.
  7. Testare, analizzare e ripetere. La gestione globale del rischio non è un esercizio una tantum. Occorre realizzare regolarmente stress test ed esercitazioni tabletop per confermare la resilienza della risk strategy aziendale. Per mantenere aggiornato il processo in modo che rifletta sempre il panorama delle minacce esistenti, è fondamentale rivedere il registro dei rischi almeno una volta l'anno, nonché dopo ogni evento rilevante.

I 5 principi del risk management

In linea generale, i principi fondamentali alla base di una strategia efficace di risk management sono i seguenti:

  1. Identificazione dei rischi: è fondamentale adottare un approccio strutturato per valutare i rischi specifici della propria azienda. Questo processo include la raccolta, l'identificazione, la categorizzazione, la classificazione e la mappatura dei rischi per allinearsi agli obiettivi e alla strategia del business. 
  2. Analisi dei rischi: un'analisi approfondita dei rischi permette di valutare i potenziali impatti sull’azienda e sugli obiettivi di business. Un approccio disciplinato prevede la definizione delle soglie di risk appetite e tolleranza, il modeling degli scenari di rischio e della loro variabilità, la valutazione degli effetti previsti delle strategie di mitigation, la decisione sull'allocazione ottimale del capitale e la valutazione dei potenziali vantaggi per l’azienda.
  3. Controllo dei risch: Una strategia efficace di risk management deve valutare le possibili risposte a ogni tipologia di rischio per accettarlo, gestirlo o sfruttarlo. Ogni opzione dovrebbe essere supportata da un piano di implementazione.
  4. Reporting dei rischi: Un’attività coordinata di risk management si basa sulla condivisione tempestiva e accurata delle informazioni.
  5. Strategie tecnologiche: Per migliorare il monitoraggio continuo dei rischi e semplificare le attività di risk reporting, molte aziende implementano soluzioni tecnologiche a supporto del proprio framework di risk management.

Conclusioni

In un mondo sempre più interconnesso e volatile, le aziende che investono in un framework solido e fondato sull’analisi dei dati in materia di risk management globale sono in grado di anticipare le minacce prima che si materializzino e possono aumentare le probabilità di crescita. Ricorrendo a servizi di risk advisory strategica e strumenti avanzati di analisi dei dati, i team di risk management possono aiutare l’azienda a valutare meglio le esposizioni globali, strutturare piani resilienti e prendere decisioni con sicurezza in un mondo incerto.

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