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I principali rischi delle supply chain

Scoprite i principali rischi delle supply chain, tra cui tensioni geopolitiche, instabilità economica e minacce tecnologiche emergenti che influenzano le strategie di resilienza.

Le catene di distribuzione globali sono il fulcro del commercio moderno, permettono il flusso di beni e servizi e generano benefici significativi come aumenti produttività, redditi più elevati e un miglioramento del tenore di vita a livello mondiale. Tuttavia, negli ultimi anni, i rischi associati a queste reti sono più pronunciati. Gli shock globali combinati alla complessità intrinseca del commercio hanno portato a frequenti interruzioni delle catene di distribuzione, con conseguenti rischi di ritardi nell’attività, perdita di redditività e danni alla reputazione del marchio. Secondo l’indagine 2025 sulle supply chain di Oliver Wyman, le aziende sono molte preoccupate della resilienza futura della propria catena di fornitura.

Comprendere quali sono i rischi  della supply chain, perché è importante gestirli e come mitigarli è essenziale per assicurare la resilienza aziendale in un contesto incerto.

Che cos'è il rischio della supply chain?

Il rischio della supply chain si riferisce alle potenziali interruzioni o vulnerabilità nella supply chain che incidono negativamente sulle consegne dei prodotti o servizi. Le moderne catene di distribuzione si basano su un vasto ecosistema di fornitori, produttori, distributori e imprese di logistica. Oltre che da queste fonti, i rischi possono derivare anche da fattori esterni come gli impatti del cambiamento climatico, le tensioni politiche, gli attacchi informatici, i cambiamenti nelle politiche commerciali e le carenze di personale.

Perché è importante gestire i rischi della supply chain?

La gestione della supply chain è essenziale per l’attività aziendale. Considerata la complessità delle catene di distribuzione, i rischi possono emergere in qualsiasi punto e momento e causare potenziali danni operativi, finanziari e reputazionali.

Una gestione efficace del rischio della supply chain consente di:

  • Proteggersi dalle interruzioni: identificando le vulnerabilità e sviluppando strategie per mitigare i potenziali rischi.
  • Tutelare la stabilità finanziaria: evitando o riducendo  ritardi, aumenti di costi e mancati introiti che possono avere conseguenze sui risultati finanziari.
  • Salvaguardare la brand reputation: evitando le tipologie di carenze di prodotti, i ritardi o i problemi di qualità che possono compromettere la fiducia nel marchio.
  • Rispettare le normative: rispondendo alle crescenti richieste di trasparenza, sostenibilità e approvvigionamento etico.
  • Diversificare i fornitori: riducendo la dipendenza da fornitori unici e valutando i rischi di partner e fornitori.
  • Creare un vantaggio competitivo: costruendo una resilienza strategica differenziante per l'azienda.
  • Anticipare i rischi emergenti: adattandosi alle nuove tecnologie e alle politiche commerciali globali attraverso valutazioni continue del rischio.

Quali rischi possono incidere sulle catene di distribuzione?

I rischi legati alla supply chain comprendono una serie di minacce interne ed esterne, tra cui:

  • Eventi globali: perturbazioni politiche ed economiche, come conflitti, dispute commerciali, scioperi e sanzioni, possono rallentare i trasporti, aumentare i costi, modificare le rotte commerciali e causare penurie. Per esempio, la nuova politica tariffaria sull’acciaio e l’alluminio interessa moltissimi settori, come l’industria automobilistica, manifatturiera e le costruzioni.
  • Rischi operativi: includono problemi relativi ai trasporti e alla logistica o di gestione dell'inventario, errori umani, interruzioni dell’attività dei fornitori, mancata produzione e minacce informatiche. Gli attori delle minacce informatiche colpiscono sempre più le imprese di utility; tra gli incidenti denunciati sono degni di nota l’accesso non autorizzato a una compagnia elettrica del Massachusetts durato oltre 300 giorni e violazioni di altre infrastrutture critiche statunitensi, che hanno messo a rischio le catene di fornitura.
  • Rischi di catastrofi naturali: eventi meteorologici estremi come uragani, inondazioni e terremoti possono rallentare o bloccare la produzione, i trasporti e la distribuzione. Per esempio, la siccità che ha interessato il fiume Mississippi ha influito pesantemente sul commercio marittimo, aumentando i costi dei container e riducendo le spedizioni di cereali, fertilizzanti, metalli e petrolio.
  • Rischi economici/finanziari: il rischio di credito, la volatilità dei mercati, la carenza di manodopera e l'instabilità finanziaria dei fornitori possono influire su offerta, domanda, prezzi e qualità. Secondo la Global construction risk review 2025 di Marsh, l’inflazione e la volatilità economica rappresentano gravi rischi aziendali a livello globale, in particolare nel settore delle costruzioni statunitense, per il quale rappresentano il rischio principale. Nel settore delle costruzioni, le difficoltà di tesoreria dovute ai ritardi di pagamento possono mettere a rischio grandi progetti che richiedono un investimento iniziale.

Come gestire efficacemente il rischio della supply chain

Nel contesto attuale, molte aziende, in particolare operanti in settori ad alto rischio come quello automobilistico, manifatturiero, energetico, delle utilities e della vendita al dettaglio e all'ingrosso, dovrebbero attivarsi prioritariamente per migliorare la resilienza della catena di fornitura.

Ecco cinque step necessari per cominciare:

  1. Analizzare l'intera supply chain: anche se molte aziende conoscono i propri fornitori di primo livello e i rischi noti, la visibilità spesso diminuisce man mano che ci si addentra nella supply chain, creando punti ciechi e vulnerabilità. Per esempio, Sentrisk™ di Marsh McLennan ha rilevato che il 65% delle aziende ha almeno un collo di bottiglia nella propria supply chain che potrebbe causare danni gravissimi in caso di interruzione. Per identificare queste vulnerabilità è fondamentale mappare l'intera supply chain effettuando una valutazione dei rischi.
  2. Identificare i fornitori e i componenti essenziali della supply chain: valutare la possibilità di distribuire i rischi avvalendosi di più fornitori e opzioni logistiche. La mappatura rivela nodi critici che, in caso di interruzione, potrebbero bloccare la produzione o danneggiare la reputazione del marchio. È opportuno valutare con attenzione i fornitori con alternative limitate, come le industrie dell'elettronica di consumo e del settore alimentare che hanno componenti complessi e mercati di nicchia e che dipendono da materie prime specifiche, ma anche i fornitori dipendenti da infrastrutture critiche come strade o corsi d'acqua, che potrebbero diventare punti di debolezza della supply chain.
  3. Comprendere i rischi: individuando tempestivamente i potenziali problemi, è possibile concentrarsi sulla pianificazione strategica per costruire una supply chain resiliente. Inoltre, comprendere la concentrazione dell'esposizione al rischio (per esempio i rischi relativi alle materie prime nell'industria dei semiconduttori sono dovuti prevalentemente alla concentrazione dell’offerta e non alla scarsità fisica del prodotto) può consentire di scegliere in maniera più consapevole le soluzioni più appropriate di risk mitigation.
  4. Prevenire i rischi attraverso la mitigazione: la preparazione può includere azioni di monitoraggio in tempo reale, sistemi di allerta precoce, piani di recupero per i fornitori critici e piani di emergenza per attivare linee di fornitura alternative. Quantificare i rischi permette di definire l'appetito per il rischio, fissare soglie e ottimizzare le strategie per bilanciare i costi di mitigazione con la riduzione dei rischi.
  5. Trasferire il rischio laddove possibile: Il trasferimento dei rischi si aggiunge alla mitigazione dei rischi. Per i rischi che non possono essere completamente circoscritti, occorre provvedere a una soluzione assicurativa. Anche se una polizza business interruption copre le perdite finanziarie dovute a danni materiali alle sedi aziendali, la copertura per le interruzioni dei fornitori a monte, specialmente oltre il livello 1, è più complessa. Identificare i livelli di esposizione, comprendere i rischi presenti nei siti dei fornitori e quantificare i rischi è essenziale per sviluppare programmi efficaci di trasferimento del rischio. Oggi si fanno strada anche soluzioni nuove e più innovative: per esempio si potrebbe prevedere una copertura parametrica su misura da applicarsi in base a un determinato livello idrico di un fiume che funge da via di trasporto principale, per tutelarsi contro potenziali interruzioni delle forniture.

Prevenire i nuovi rischi della supply chain

Le economie globali sono sempre più interconnesse e gli shock di offerta, domanda e connettività sono diventati più complessi. Di conseguenza, la gestione dei rischi della supply chain non è più opzionale: è un imperativo strategico. Comprendere i diversi rischi che minacciano le catene di distribuzione e implementare misure complete di risk management consente di attuare interventi per proteggere l’attività, salvaguardare la performance finanziaria e preservare la reputazione aziendale. Combinare trasparenza, identificazione dei rischi, mitigazione e trasferimento del rischio con le tecnologie avanzate e la pianificazione strategica permette di costruire catene di distribuzione resilienti e affidabili, in grado di far fronte alle incertezze.

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