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Aziende e “New normal”: la cooperazione fra risorse umane e risk management

Come tenere sotto controllo i people risk in un’azienda? La soluzione è solo una: la cooperazione fra risorse umane e risk manager. Le persone sono certamente la forza più importante di un’organizzazione, ma una cattiva gestione può comportare rischi elevati.

Come tenere sotto controllo i people risk in un’azienda? La soluzione è solo una: la cooperazione fra risorse umane e risk manager. Le persone sono certamente la forza più importante di un’organizzazione, ma una cattiva gestione può comportare rischi elevati. E mai prima d'ora è stato più strategico per le risorse umane e la gestione del rischio agire di concerto per proteggere, attrezzare e motivare questa risorsa fondamentale.

Il Covid ha rivoluzionato anche il modo di lavorare nelle aziende, con nuove metodologie (a partire dal lavoro da remoto) e differenti relazioni interpersonali. Ma sono notevolmente cresciuti i pericoli dei rischi legati alle persone. Basti pensare ad esempio all’acuirsi di quelli legati alla cybersecurity, ma soprattutto quelli della salute e del benessere.

Il report Health on Demand: I benefit che i dipendenti vogliono di Mercer Marsh Benefits indica che i lavoratori italiani sono i più stressati d’Europa, con una persona su due che si dichiara stressata e una su cinque che riporta livelli di stress elevatissimo a rischio burnout. Questo porta spesso a errori, elevato turnover dei lavoratori, produttività ridotta e persino danni alla reputazione

Questi dati confermano certamente che le persone rappresentano un fattore di rischio cui la funzione di risk management dovrebbe prestare sempre crescente attenzione. Lavorare in maniera sinergica con la funzione delle risorse umane diventa quindi preponderante nella gestione e mitigazione di tale categoria di pericolo. Questo tipo di lavoro sinergico consentirà di arrivare a un “New normal” dove le aziende saranno caratterizzate da equilibri organizzativi elastici, abbandonando i modelli cristallizzati che hanno caratterizzato l’epoca pre-Covid.

Questo nuovo contesto fa sì che l’HR assuma una funzione più proattiva e strategica con lo scopo di perfezionare processi e risultati tramite una migliore gestione del personale. Le società, infatti, stanno iniziando ad allocare una quota crescente dei loro investimenti nella formazione dei dipendenti, nella creazione di una cultura di salute e benessere e nella sostenibilità interna.

Per far questo è necessario lavorare su due direttrici: da una parte la resilienza e il sapere andare oltre l’emergenza, dall’altra il people care, ossia la capacità di offrire un supporto personalizzato ai dipendenti in base alle loro esigenze, utilizzando ciò che la tecnologia è in grado di offrire.

Passando al piano pratico, le strategie aziendali nel “New normal” dovranno poggiare su tre pilastri principali: piani di Employee Health and Benefits sempre più coerenti con le esigenze dei dipendenti, protezione dei rischi connessi al capitale umano e soluzioni per il benessere a 360°

Come è emerso dai dati del Global Talent Trends 2021 di Mercer, infatti, i lavoratori sono sempre più attenti a valori diversi dalla mera retribuzione e sono quindi orientati verso aziende in grado di offrire: strategie di remunerazione sostenibili ed eque (il 50% degli intervistati italiani), attenzione al benessere psicofisico e finanziario (49%), un senso di motivazione e di scopo (37%), impegno in campo sociale e di sostenibilità ambientale (36%).

Oggi, con la pandemia che ha lasciato buona parte delle aziende maggiormente esposte ai rischi legati alle persone, occorre migliorare il framework di gestione del rischio (Enterprise Risk Management) tenendo presente le specificità dei diversi tipi di rischio riconducibili alla sfera delle persone. In questo, l’analisi dei dati e gli analytics svolgeranno sempre un ruolo sempre più centrale.